Riposo multifunzione

Lo spazioporto di Trantor era gigantesco, il più grande di tutto l’impero galattico, anche se per dimensioni era un pianeta minore. Atterravano in continuazione decine di astronavi cariche di turisti: l’attrazione principale erano i bagni termali agli ioni di trizio che pare allungassero la vita oltre i 150 anni. Illusi! Anni terrestri, ovviamente non trantoriani, altrimenti la maggior parte di questi creduloni sarebbe dovuta esser già morta da un pezzo. Le pubblicità ingannevoli non lo specificavano mai, eppure Trantor compiva un giro intorno alla propria stella in appena 234 giorni e 22 ore.
Golan Trevize si sedette su una panchina del grande parco pubblico adiacente allo spazioporto e vi si abbandonò esausto con tutto il suo peso. Lui non era venuto per turismo. Le trentasette ore di viaggio in terza classe lo avevano spossato, la gravità artificiale della sua cabina era del 128% e i suoi 90 chili terrestri erano diventati più di 115 in meno di dieci minuti dal decollo. Insopportabili per un qualsiasi essere umano di classe beta. Solo i maledetti ricchi viaggiavano comodi con la gravità all’80%.
Sfiorò con la mano il bracciolo della panchina e gli si proiettò davanti il menù dei servizi che poteva richiedere. Ordinò un massaggio, ma avrebbe potuto ordinare del cibo, mps15 della sua musica preferita in audiodiffusione e un cablistka. Su Trantor sapevano come trattare i turisti, anche se lui non era un turista, era un ufficiale della flotta stellare in incognito. Si misero subito in moto dei vibromagneti e Golan sentì tutti i muscoli del corpo distendersi contemporaneamente, comprimersi e ridistendersi ancora. Chiuse gli occhi e si abbandonò completamente: pensò che non si sarebbe mai voluto più alzare da quel posto. Improvvisamente si sentì avvolgere da un tanfo incredibile, si voltò di scatto e vide una ragazza accanto a sé spruzzarsi una strana mistura da una bottiglietta di glaiser.
La ragazza gli sorrise dicendo:
“È l’essenza del pianeta, ne vuole una spruzzata? È uno straordinario profumo afrodisiaco.”
Golan rifiutò gentilmente, combattuto tra lo scappare via di corsa e il continuare a godersi il suo massaggio.
“La prima volta su Trantor?”
Era chiaro che la ragazza voleva chiacchierare. Superata la prima fase di irritazione, Golan la guardò meglio e fu colpito dalla sua straordinaria bellezza. Non era il tipo da cedere subito alla bellezza femminile e si era sempre trattenuto dal mostrare interesse troppo presto per una ragazza.
Ma la guardò bene e rimase sconvolto dalla straordinaria perfezione di quei lineamenti, di quel corpo e dall’eleganza che traspariva da quella creatura.
“Sì è la prima volta” rispose. “Mi chiamo Golan, Golan Trevize e sono un mercante, sono su Trantor per degli affari, diciamo.”
“E io sono Maya , studio biochimica molecolare all’Università di Hery Sheldon”, rispose sorridente. “Mi piace incontrare persone nuove provenienti da altri quadranti, qui a Tranton sono tutti così noiosi e scontati.”

Quella che ne seguì per i successivi dieci minuti fu la più stupida e allo stesso tempo la più divertente conversazione che Golan avesse mai intrattenuto durante la sua vita. La ragazza le sorrideva sempre, rideva di gusto alle sue battute e pareva interessata a ogni cosa che lui diceva. Era deliziosa. Iniziò a pensare di piacerle e si sentì pervaso da nuova energia.
A un certo punto la ragazza lo stupì dicendo: “Per 500 crediti puoi avermi. Posso essere tua se lo vuoi.”
Golan stupito e deluso ebbe un moto di orgoglio e sbottò “Molto allettante Maya, ma non mi sono fatto 500 parsec per andare a…..”
“Non dire quella parola, ti prego” lo interruppe Maya, appoggiandogli l’indice sulle labbra. “Sei solo, in un pianeta semisconosciuto della galassia, vivi solo di lavoro e ti meriti un po’ di felicità, lasciati andare, te lo meriti, vuoi dire che non valgo 500 crediti?”
La risposta gli venne dopo appena un paio di secondi. “Va bene” le disse. “Hai ragione, mi merito un po’ di vita. Hai una casa qui vicino?”
“Una casa?” gli fece eco la ragazza divertita. “Ma qui nella panchina, dove lo fanno tutti! Apri il menu servizi della panchina e seleziona il tasto di occultamento temporaneo. Vedi? Adesso nessuno può vederci, e neanche sentirci grazie all’isolamento fono-magnetico.”
“Incredibile! Non esistono cose del genere sul mio pianeta, guarda! Si può anche avere la doccia di luce a richiesta.”
“Provincialotto!” Ribattè lei, spogliandosi.

Fu l’ora più calda e appagante della vita di Golan.

Guardò Maya rivestirsi e le disse estasiato: “Sei la creatura più bella e fantastica dell’intero universo.”
“Grazie! È anche un po’ merito della tecnologia trantoriana, a dire il vero.”
“Si, certo, per qualche ritocchino insignificante ai raggi  faser che avrai fatto in qualche clinica di Haven.”
“Veramente mi riferivo al mio proiettore olografico portatile. Viene da Smyrne sono i più potenti dell’universo e sono facilissimi da usare, anche per una come me!”
“… proiettore che? …ma che dici? Che vuoi dire? Che tu non sei quella che …..vedo?”
“Sei proprio un tenero ingenuotto, vuoi farmi credere che non lo sapevi? Non ti restituirò il denaro. Lo vedi il diamante sul mio ombelico che ti è piaciuto tanto? È l’interruttore, se faccio clic lo spengo e mi vedi al naturale.”
Spense il proiettore olografico portatile e apparve una mutante di Geimar deformata dalle radiazioni, capelli grigi e stopposi, braccia ossute, cosce larghe e gambe irte di peli.
“Ma…disse Golan pietrificato..tu hai tre seni!”
Maya gli rispose con un occhiolino. “E sì, non è da tutte, belle vero? Adesso devo andare, sei stato un tesoro, questo è il numero del mio videofono se decidessi di trattenerti ancora in città. Ciao.”

Golan Trevize il più astuto agente del pianeta Haven, mandato in missione segreta sul pianeta Trantor per carpirne i segreti tecnologici, rimase immobile sulla panchina per delle ore. A sera inoltrata, mentre cominciava a piovere e le due lune si erano levate alte nel cielo a rischiarare la notte, era ancora là, impassibile con lo sguardo ebete fisso nel vuoto.
Si dimenticò addirittura di selezionare l’opzione ombrello magnetico della panchina. 

Riposo multifunzioneultima modifica: 2008-11-14T18:08:43+01:00da il_cercat0re
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